Il cane, il Lupo e Dio – Folco Terzani

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Il nuovo libro di Folco Terzani accompagnato dalle illustrazioni di Nicola Magrin.

Un cane viene abbandonato, pensa di avere perso tutto, ma in realtà ha solo iniziato a ritrovare la cosa più preziosa, se stesso. Il padrone gli ha tolto il collare, lo ha lasciato per strada e se ne è andato. In questo senso di vuoto, piano piano possono affiorare le domande, può delinearsi la nuova, vera identità.

Incontra un lupo, una sorta di alter ego che lo inizia alla strada maestra, verso la montagna della Luna. Intraprende così il proprio viaggio personale, la metafora di un risveglio, ora che si sente solo, senza fiducia, può finalmente rinascere. “Presto il fragore delle macchine scomparve, l’aria si fece scintillante e le infinite sfumature verdi del bosco erano un balsamo per gli occhi.”

cane terzani

L’orizzonte si allarga, la vista improvvisamente si apre, l’acqua che aveva visto uscire dal rubinetto di casa, adesso sgorga inarrestabile dalla cascata. La natura si mostra nella sua maestosa bellezza, il terreno deformato gli stanca le zampe, gli odori sono intensi, il cielo infinito, il Cane avanza perpetuando una “prima volta” di emozioni nuove. Torna la fiducia, nella preghiera appena affiorata alle labbra, poi pronunciata a voce alta. Una preghiera rivolta al creato innominabile, alla vita che palpita dentro ogni cosa. Torna la fiducia anche di fronte a “quello sguardo indimenticabile che hanno i lupi al primo approccio, quando valutano se divorarti o no.”

Qui Folco Terzani probabilmente parla degli occhi che egli stesso ha incontrato, come è accaduto in Canada a Nicola Magrin, le cui illustrazioni accompagnano questa storia. Sessanta acquerelli nati da due mesi di pellegrinaggio sull’Himalaya, dove insieme si sono lasciati sorprendere dalla commozione, dalla natura e dagli sherpa.

cane ululato

Illustrazione di Nicola Magrin

Il Cane si è unito al branco, è ora di lasciare il sentiero e seguire il richiamo ancestrale. Inizia a apprezzare ciò che ha e quando si trova a dover attraversare il fiume, si compie come una catarsi, l’acqua lava via la stanchezza dell’anima, il temporale refrigera l’ambiente circostante regalando agli spettatori il miracolo della contemplazione. Un’acqua che dal testo scivola nei disegni e ci accompagna nel bosco, come per incanto. Il Cane compie un atto di presenza, prende coscienza di sé, del mondo, si domanda: “Cosa c’è oltre? E oltre, e oltre, e oltre…?” Si sente cadere nel cielo ed è come una bellissima gestazione tra le stelle, sta per dare alla luce se stesso.

cane stelle

Illustrazione di Nicola Magrin

I lupi sono il suo specchio interiore, lo strumento attraverso cui accedere al vero io. Dovrà fare ancora una passo indietro per poter prendere definitivamente le distanze da una vita che non gli appartiene più. Getterà ancora uno sguardo al mondo umano, dove le chiome degli alberi sono ben potate, la terra è ricoperta di asfalto e tutto è controllato. Ogni giorno migliaia di creature si svegliano e, in un modo o nell’altro, troveranno da mangiare e un posto dove dormire continuando a sopravvivere, perché “Quello di cui abbiamo bisogno lungo la Via, lo troveremo lungo la Via. Basta continuare a correre.”

Il cane, il lupo e Dio, corpo, anima e vita, non sono altro che l’evoluzione della coscienza. Attraverso questa storia, Folco Terzani mostra non solo la bellezza della natura, la forza della solidarietà, ma anche la potenza del sacrificio di offrirsi all’altro, affidarsi e mettersi al servizio di qualcosa che va “oltre”, un disegno che cambia continuamente sfumature.

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