Agostini mostra come l’America produce “La fabbrica dei cattivi”

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Io mi fido della giustizia americana

La fabbrica dei cattivi di Diego Agostini

Edito da Giunti Editore

Il male non cresce mai così bene come quando ha un ideale davanti a sé Karl Kraus

“Solo in quel momento mi sono accorto che le dita di Mara avevano cercato le mie perché le nostre mani potessero intrecciarsi in una promessa silenziosa.”

Alex e Mara sono in vacanza in Florida, quando rimangono vittime del sistema giudiziario americano. Pochi minuti e tutto cambia, senza rendersene conto, infrangono la legge e si trovano in arresto rischiando di perdere l’affidamento dei propri figli, Lorenzo e Giulia. Due le tensioni che percorrono tutto il romanzo, l’amore e la fiducia dei due genitori, o semplicemente la loro innocenza, e l’attesa estenuante del verdetto finale.

La fabbrica dei cattivi porta a una riflessione profonda sulle categorie che spesso si attribuiscono con facilità, il male contrapposto al bene, giusto e sbagliato, libero o prigioniero.

Quello di Agostini è un romanzo che scuote e mostra come, in nome della giustizia, si possa, in realtà, commettere un reato.

Leggi l’intervista a Diego Agostini.

Leggi la recensione de La fabbrica dei cattivi

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