David Lazzaretti. Il Secondo figlio di Dio

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Dopo l’ultimo spettacolo teatrale, Magazzino 18, Simone Cristicchi torna a calcare il palcoscenico con Il secondo figlio di Dio. Vita morte e miracoli di David Lazzaretti. La nuova performance ha debuttato il 23 luglio sul prestigioso palco del Mittelfest a Cividale del Friuli.

Una storia scritta a quattro mani insieme a Manfredi Rutelli, che racconta di un eretico visionario vissuto sul Monte Amiata. Si tratta di David Lazzaretti, un uomo dalle idee rivoluzionarie. Lo spettacolo è un misto di canzoni e monologhi accompagnati da un coro polifonico di venti persone. Gli arrangiamenti sono affidati Valter Sivilotti e la regia ad Antonio Calenda.

Locandina dello spettacoloPasseggio per le stradine di Cividale osservando i colori rimasti nel sottogronda di alcuni palazzi, scendo nel letto verde che scorre sotto il Ponte del Diavolo. In alto, le persone sono intente a scattare fotografie. Prendo un sassolino come ricordo aspettando che il sole cali. L’aria è densa di attesa, i passanti stringono fra le mani il biglietto per lo spettacolo.

Parte del pubblico

Parte del pubblico

Sono tutti pronti a prendere posto, c’è un brusio requie che culla gli utlimi minuti, una signora sistema il foulard sulla sedia, i ragazzi alla regia maneggiano con il mixer, qualcuno parla di Magazzino 18, qualcun altro si domanda chi fosse David Lazzaretti.

Ed ecco che nel buio una luce si accende a illuminare il cantattore. È la sua voce calda a guidare gli spettatori dentro la storia di questo personaggio misterioso: “Ci sono uomini straordinari, che arrivano all’improvviso a illuminare le tenebre, come meteore a squarciare il velo dell’oscurità. Uomini imponenti come fari, che indicano nuove strade all’orizzonte. Uomini come minuscoli granelli di sabbia, capaci per un attimo di inceppare l’ingranaggio della Storia. Perché questa è una storia che se non la senti non ci credi, e se non te la raccontano non la sai!”

Foto di Giorgio Bulgarelli

Simone Cristicchi. Foto di Giorgio Bulgarelli

Lazzaretti era una persona di umili origini che ha ridato speranza ai contadini e ai poveri del post Unità di Italia proponendo una nuova società delle famiglie cristiane. Come in una cooperativa, ognuno contribuiva al bene comune condividendo tempo e sacrificio. Il profeta dava la possibilità di ottenere un riscatto sociale. L’istruzione era accessibile a tutti, le donne avevano diritto di voto e fu istituito anche un sostegno di mutuo soccorso.

Può essere considerato un precursore di molti principi della Costituzione che sarebbe stata promulgata quasi un secolo dopo. Tra gli obiettivi della sua Società: la cura e difesa dei minori e delle vedove, il miglioramento delle condizioni di vita grazie al contributo di tutti gli aderenti, ma anche il rispetto, l’ubbidienza, la preghiera, il lavoro.

David Lazzaretti

David Lazzaretti

Cristicchi racconta prima di tutto dell’uomo, un povero barrocciaio di Arcidosso frequentatore di osterie, giocatore e donnaiolo. Prese in moglie Carolina Minucci dalla quale ebbe cinque figli. Prestò servizio come volontario a favore dell’Unità di Italia battendosi per il riscatto di Umbria e Marche. Il suo temperamento poliedrico gli fece guadagnare il soprannome di “Milleidee”. Viene descritto come generoso e impavido, sensibile, grande lavoratore e lettore appassionato di poemi cavallereschi.

Fin da giovanissimo aveva manifestato il desiderio di entrare in un ordine religioso monacale, ma il padre si oppose portandolo con sé in Maremma a fare il barrocciaio. A 14 anni ebbe la sua prima visione: “La vostra vita è un mistero. Un dì vi verrà rivelato.”

Sul palco un grande vetturale prende vita e si trasforma mentre l’autore, con la barba lunga di un fascinoso saggio, declama instancabile le parole del Santo David.

Foto di Giorgio Bulgarelli

Foto di Giorgio Bulgarelli

Lo spettacolo è una metafora sul mondo odierno, dove occorre coraggio per esporsi e portare avanti le proprie idee. Un coraggio che a Cristicchi, cantante, attore, poeta, non è mai mancato. Torna così, con un linguaggio tutto suo, un musical civile che parla al popolo, gli racconta di quella rivoluzione sociale possibile. Una rivoluzione interiore per tornare a essere comunità, gruppo, dove ognuno è una piccola parte necessaria all’altro, un pezzetto indispensabile per quel bellissimo disegno che è l’esistenza umana.

Se nell’alveare un’ape dicesse: “il miele che è qui è tutto mio!” e facesse il piacere suo dei frutti del lavoro comune… che ne sarebbe delle altre? E la terra è come un grande alveare, e gli uomini sono come le api: ciascun’ape ha diritto alla parte di miele necessaria alla vita sua.”

E il pubblico è incantato ad ascoltare la storia del Cristo dell’Amiata che, insieme al sostegno dei suoi seguaci, ha costruito l’Eremo di Monte Labbro, un luogo speciale. Le colline brulle sembrano vellutate dall’erba, le spighe ondeggiano silenziose al vento. In cima alla torre c’è un panorama che toglie il fiato.

Monte Labbro. Eremo di David Lazzaretti

Ma anche gli spettatori sono con il fiato sospeso mentre sul palco David e Simone si confondono in perfetta simbiosi, trasmettendo tutta la forza che deriva dal credere nelle idee, perché “l’amore è come la tosse, non lo puoi nascondere.”

Frequentando quei territori dove ha incontrato i canti popolari dei minatori di Santa Fiora, l’artista si imbatte nel culto del Santo David. I paesini immersi nel verde sono ancora legati a Lazzaretti, condannato e scomunicato nel marzo del 1878, ma non dimenticato.

Solo questo vale una riflessione sulla potenza delle parole, ma soprattutto su questo “antiquario della memoria” che ha trovato nel teatro il suo habitat naturale. Simone Cristicchi infatti, sperimenta vari linguaggi sentendo la necessità di più spazio entro cui narrare. Uscirà a ottobre l’omonimo libro dello spettacolo, il quale si aggiunge alle altre pubblicazioni: Magazzino 18 con Jan Bernas, Mio nonno è morto in guerra, Santa Fiora Social Club (dvd+libro), Dialoghi incivili, un dialogo con Massimo Bocchia (cd+libro) Li romani in Russia e Centro di igiene mentale.

Coro. Foto di Giorgio Bulgarelli

Coro. Foto di Giorgio Bulgarelli

Nello spettacolo teatrale non manca certo la musica. Gli strumenti scelti per accompagnare l’opera, come la fisarmonica, il mandolino, il buzuki e le percussioni, si rifanno alle melodie popolari. Il coro rappresenta il lato spirituale del messaggio del profeta, richiamando le sonorità della musica sacra. I suoi canti corrono lungo la platea di Piazza Duomo e mi lasciano assorta.

Via via che si procede verso la fine però, la tensione sale. Non solo perché vorresti riempirti ancora gli occhi di questa storia, vorresti chiedere una proroga, un po’ di tempo in più per riflettere e sostenere insieme tutte le emozioni. Sale perché David viene ucciso ad Arcidosso, gli sparano in fronte durante la processione del 18 agosto 1878 e dopo poche ore se ne va per sempre.

Arcidosso. Lapide commemorativa posta dai seguaci di Lazzaretti

Racconta Cristicchi: “L’hanno sepolto di notte in terra sconsacrata fuori dal Campo Santo di Santa Fiora, una tomba anonima senza lumi né croci, così ha ordinato il prete.”

Poco importa se Lombroso lo definì “mattoide“, se Don Pistolozzi, dopo averlo portato come esempio di redenzione, lo tradisce, se Pellegrini spara uccidendo un innocente. Perché il bene non può essere ucciso, “nessuno sarà disperso in questa landa, tutto verrà diviso come Cristo comanda”, canta Simone. “È tutto nel Sapientissimo libro della Natura: l’unico libro mai toccato da mano umana. L’unica autentica Bibbia…” dice David.

Oggi ci sono molte pubblicazioni dedicate, nonché il Centro Studi David Lazzaretti. Soprattutto c’è questo bellissimo spettacolo, frutto di una grossa documentazione che il cantante porta avanti da anni. Citava Lazzaretti già nel libro Dialoghi incivili: “Quello che più mi ha colpito in questa storia è appunto cosa un uomo semplice, di modesta cultura, sia riuscito a creare da solo. E anche come una persona dotata di grande carisma possa essere eliminata perché scomoda, fastidiosa per i potenti.”

La figura di Lazzaretti è stata senza dubbio rivoluzionaria, ma appunto anche sgradita. Antonio Gramsci per esempio, evidenzia la connotazione politica dell’omicidio. Nei suoi Quaderni dal carcere scrive: È da ritenere inoltre che il movimento lazzarettista sia stato legato al non-expedit del Vaticano.”

Lazzaretti

Foto di Giorgio Bulgarelli

Il Cristo dell’Amiata venne considerato folle e criminale, tanto che “Teschio ed ogni paramento del David furono esposti per molto tempo nel museo. – Mi racconta Aldo Lazzaretti, suo avo, riferendosi al Museo di antropologia criminale Cesare Lombroso di Torino. – Dopo varie azioni legali e parlamentari, la Fondazione David Lazzaretti riottenne la restituzione di quanto esposto.”

Aldo Lazzaretti, editore dell’illuminante libro David Lazzaretti dal Monte Labbro a Rennes le Chateau: verso l’ “Arca della Nuova Alleanza” di Mauro Chiappini, risponde così alla mia domanda:

Mi chiede cosa voglia dire oggi essere un giurisdavidico? Provo così: Il soffio di Dio. L’universale volontà salvifica di Dio e l’offerta della sua grazia precede in ogni luogo la nascita delle Chiese, le fonda e le nutre e non conosce confini di tempo e di spazio. Dio è di tutti e il suo spirito soffia dove vuole; la sua chiamata raggiunge tutte le coscienze e le sue promesse sono anche per chi senza colpa lo ignora o lo intravede solo confusamente.”

Dalla Torre dell'Eremo

Dalla Torre dell’Eremo

Resta una croce al centro del palco. Le luci calano, il pubblico si abbandona a un lungo applauso, la Compagnia riceve la consacrazione di un grande successo.

Foto di Giorgio Bulgarelli

Lazzaretti: “Io non so, o miei cari Patrioti e fratelli, quanto sarà il tempo che mi sarà concesso di dimorare fra di voi, ma se pure vi dovessi abbandonare quanto prima non vi arrechi disturbo né dolore perché così lo vuole Iddio… Se pure mi trovassi nelle parti più remote della terra, sarò sempre col pensiero vicino a voi… Per dimostrare maggiormente ai posteri il mio ed il vostro attaccamento, vi contenterete che i vostri nomi siano fregiati fra i miei rescritti per tenere sempre più viva la memoria di questo giorno tanto in voi che nella discendenza dei nostri nipoti, fino che il sole riscalderà la terra.”

In quegli scritti immaginate adesso di dovere un nome in più. E che conosciate o meno la storia di Lazzaretti, andate a vedere questo straordinario artista romano. La sua passione è contagiosa, la sua sensibilità, rara.

“Il Secondo figlio di Dio. Vita, morte e miracoli di David Lazzaretti” è uno spettacolo magico che ti entra fortissimo nel cuore.

Info: www.simonecristicchi.it

Un ringraziamento allo staff del Mittelfest per la loro disponibilità.

Info: www.mittelfest.org

Debutto nazionale il 18 Ottobre al Teatro Sociale di Brescia.

Il trailer dello spettacolo.

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