Giuseppe Munforte: Dove batte l’onda

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Dove batte l’onda

Io che assaporo le cose come fossero un regalo, poche cose e mi bastano, e provo sazietà per emozioni minime e le faccio durare, perché sento nelle piccole emozioni la verità del tempo.

Melville Edizioni

Dopo il bellissimo e toccante romanzo Nella casa di vetro, torna in libreria Giuseppe Munforte inaugurando la nuova collana degli Impossibili per Melville edizioni, diretta da Andrea Caterini.

Il titolo, Dove batte l’onda, è stato suggerito dallo scrittore Sergio Nelli da una poesia di Alfonso Gatto.

dove batte l'ondaSe dovessimo sintetizzare questo nuovo lavoro, non potremmo che chiamarlo con un nome proprio di donna: Fulvia. Un personaggio sfaccettato e misterioso, una femminilità piena di fascino, un amore che ubriaca la vita fino a portarla al limite del tempo, a stringerla in uno spazio piccolissimo per poi esplodere di nuovo.

Fulvia vive una doppia vita, quella apparentemente difficile con un marito violento e quella con l’amante Sergio. E poi vive ancora doppiamente, nel passato e nel presente, ora come una vittima, fragile, ora come una donna in carriera che detta le leggi di un rapporto clandestino. Fulvia vive dentro Laura, la sorella morta. E Laura vive dentro Fulvia.

Quanto dura il tempo infinito di un bacio? E quello eterno dell’acqua che sale e ti permette quella morte dell’io necessaria alla rinascita?

“Adesso che stavo invecchiando e il tempo iniziava a mancarmi, ero avido di tutte le vite che non potevo vivere, anche della peggiore.” – dice Sergio. E cosa c’entra il tempo con Fulvia? – “Lei era me, quel tempo perduto.”

Sergio si è trovato un attimo prima della morte, ripreso per un braccio sui binari di un treno, in Francia sotto l’onda che risucchia e apre un varco nell’oscurità, in macchina accanto a lei che lo avrebbe aiutato a non dimenticare, per non sprecare il tempo che sarebbe venuto.

È il portarsi al limite, quasi a annientarsi, abbandonare la propria soggettività per indossarne un’altra, senza sapere mai chi siamo. “Tu non sei più tu” dice Thomas a Sergio, come se in quel momento gli stesse facendo da specchio, dove lì, davanti a sé, Sergio scopre il suo doppio, un’altra delle infinite possibilità della vita.

“Non ti basta quello che sono?” domanda Sergio a Fulvia. Le identità si mescolano, i volti nelle foto vengono messi a fuoco, l’onda batte e restituisce libertà.

In questo romanzo, la scrittura ha la potenza di un personaggio, dove ogni personaggio è più di se stesso e dove il tempo, grazie a Fulvia, si apre e diventa luce.

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