Voi due senza di me – Emiliano Gucci

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E se fossi stata veramente io?

Marta e Michele si amano profondamente, ma la vita mette a dura prova i loro sentimenti, tanto che sembra annientarli. Eppure, passano dieci anni, venti, e quell’amore torna a unirli a discapito di ogni dubbio e di ogni certezza apparente.

Voi due senza di me è l’ultimo romanzo di Emiliano Gucci, poetico, intenso, spaccato in due da un tempo che sembra dividere simmetricamente le storie dei protagonisti, per rivelarli poi, mai persi.

Uno specchio davanti al quale ritrovare il figlio morto, nei tratti somatici che gli anni invecchiano ma lasciano familiari.

Voi due senza di me

Michele torna a cercare Marta, l’azzurro del cielo colora le cose e le persone, rende l’Arno blu oltremare. La aspetta scendere dal treno, lo stesso che la inghiottirà nuovamente poco dopo per altri dieci anni. Prima però si raccontano cosa ne è stato delle loro vite, pranzano insieme, parlano di “lui”. Marta chiama il compagno, una telefonata vuota fatta di pause, dove lei ostenta un amore costruito, nella ripetizione dei “ti amo”, nel suo “mastica bene però, che è tardi e t’ingozzi”, una frase che forse vuole rivolgere a se stessa. È troppo presto per capire. Deve passare a prendere l’orologio, si è rotto, ma prima ancora, il bacio, lei che sussurra “smettila” con poca convinzione, i corpi che riconoscono immediatamente le strade che li porteranno a perdersi, il semaforo verde del treno, dieci anni ancora.

Marta torna a cercare Michele. Fuori la neve ha uniformato tutto in un bianco accecante, il paesaggio è una pagina bianca che possono ancora scrivere. È lui adesso ad avere un’altra vita, una moglie e un figlio. Ha un negozio di biciclette, la sua passione. Un mezzo di trasporto che concede la lentezza necessaria a capire, per questo Marta si allontana mentre Michele compie una riparazione, ma poi torna, affonda le mani nella scatola e sparpaglia i sacchetti sul pavimento, insieme buttano fuori per fare ordine. Chiama la moglie, non tornerà a pranzo, tutto sembra il remake di dieci anni prima, anche quando lei lo bacia e stavolta è lui a sussurrare “smettila”, ma con la stessa poca convinzione. Tra loro, sempre “lui” e il dubbio: e se fossi stata veramente io?

Come è morto quel figlio? Potrebbe cambiare davvero quello che il tempo non ha cambiato? A tratti, Emiliano Gucci ci fa sentire proprio la sua voce: “Mi pensarono tanto forte che immaginai potesse aprirsi un varco per inghiottirci tutti, riunendoci.”

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