Elisabetta Cametti su K nel mare del tempo

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No, non posso aspettare. Ho già ascoltato troppo… e il tempo è prezioso. Soprattutto per chi non ne ha.

Giunti Editore

Alla conoscenza e all’immortalità, le sfide della mente… perché solo le orme disegnate dalla cultura hanno il potere di camminare in eterno

L’avevamo lasciata con la visione di Angelica ancora vibrarle nelle pupille, a distanza di un anno Katherine Sinclaire è alle prese con un nuovo rompicapo.

Durante la presentazione del suo primo romanzo, un uomo si spara lanciandole addosso un cuore con un anello sul quale ci sono incisi due nomi. Chi è? Perché le annuncia che verrà versato altro sangue? È così che Elisabetta Cametti intesse un nuovo mistero da risolvere.

Come sei arrivata dall’Isola Bisentina alla Gran Bretagna?

Dedico molto tempo alla selezione dei luoghi: l’ambientazione deve essere suggestiva e capace di far vibrare il lettore. In K I guardiani della storia i protagonisti sono gli etruschi e l’isola Bisentina era il loro centro spirituale. Ho arricchito la leggenda che narra di passaggi segreti e tunnel di collegamento tra l’isola e la terraferma con la costruzione di un labirinto sotterraneo, punto esoterico di congiunzione tra Terra, Cielo e Ade. Il titolo del nuovo romanzo K Nel mare del tempo è stato di ispirazione per la scelta di Saint-Malo, antica terra di corsari, dove la luna parla alle onde e provoca maree di oltre dodici metri di ampiezza. Su quelle coste la vita è condizionata dalla natura e il confine tra ciò che si vuole e ciò che si può fare rappresenta una sfida continua…

Inevitabilmente Katherine finisce sulle tracce di Angelica, una donna vissuta nel Medioevo alla quale è legata più di quanto possa immaginare. Corre di nascosto in biblioteca per documentarsi, scovare anche solo un indizio da cui partire. Vicino a lei il compagno Jethro a darle sostegno, ma anche a cercare di contenerla.

Descrivi una donna forte, determinata, assolutamente indipendente e sprezzante del pericolo. Hai un modello di riferimento?

Più che un modello di riferimento ho un ideale: Katherine vuole essere una figura “aspirazionale”. Un’eroina moderna, con un senso innato della giustizia. Non teme le regole, sa guardare oltre gli ostacoli e segue l’istinto senza preoccuparsi delle conseguenze. La sua è una lotta continua contro ogni forma di male e di negatività. Mi piace pensarla come la mia voce amplificata all’ennesima potenza per urlare i valori in cui credo.

La protagonista si ritroverà a percorrere i cunicoli in cui si spostava Fra Dolcino, è lì che troverà i ritratti dell’affascinante Angelica, così simile a lei. Ad accompagnarla, l’archeologo Patrick, l’emblematico Isaac alla ricerca disperata del lituo, la cruenta Violet insieme al fratello irascibile Scott, innamorato di Katherine.

Violet è un personaggio molto particolare. È lei che fa scattare il meccanismo che innesca tutta la storia mossa dall’odio verso la protagonista. È una donna truce senza un minimo di umanità. Angelica, invece, è una donna buona, altruista, vista come una santa e come una strega. Ambivalenza che si lega a un carattere forte e coraggioso. Sicuramente un personaggio scomodo quanto Katherine, la quale è stata paragonata, in un articolo su La Stampa, a Robert Langdon, celebre protagonista dei romanzi di Dan Brown.

Elisabetta_Cametti

Elisabetta Cametti

Se penso alle donne di K nel mare del tempo, mi sembrano gli assi portanti di tutta l’architettura della storia. Gli uomini prendono il sopravvento principalmente grazie alla loro forza fisica, in generale appaiono come pedine, nonostante ognuno di loro abbia poi un peso determinante nel corso degli eventi. Alla fine c’è sempre solo una cosa da fare, quella giusta, e Katherine mette a rischio continuamente la propria vita proseguendo dritta per la sua strada mostrando tenacia e grinta. Questa apparente disparità tra uomini e donne è voluta?

L’idea di questa serie è nata proprio dal desiderio di creare un personaggio femminile in grado di lasciare il segno, di trasferire emozioni forti, di passare messaggi non convenzionali. Ma una sola donna non era sufficiente per comunicare valori capaci di superare le barriere del tempo. Così ho disegnato una seconda figura femminile, Angelica, vissuta nel periodo storico più cupo per il sapere umano. Un’esperta di piante medicinali e per questo amata come una guaritrice e temuta come una strega. Due donne, due vite, una sola visione: Katherine e Angelica, scelte dal destino per “navigare nel mare del tempo ed evitare che le onde travolgano il creato”.

Memore della storia di Silvestro, ti confesso che ho temuto per Tremilla, soprattutto quando la pazza Violet tenta di ucciderla. Dentro di me sapevo che non l’avresti mai fatta morire. La chiwawa, nella realtà, è forse proprio il ponte tra te e Katherine, sbaglio?

È così. Nel romanzo si sommano molte delle esperienze che ho vissuto e delle sfide con cui mi sono confrontata. In ogni pagina riverso pensieri, sensazioni, stati d’animo. Tutto rivisitato in funzione della trama e romanzato per scuotere le corde più profonde del lettore. Però, nella mia quotidianità esiste un sentimento talmente puro, spontaneo e semplicemente immenso che non mi sono sentita di “toccare”. Ed è il mio legame con Tremillina. Lei è arrivata all’improvviso. Mi ha scelta. E ogni giorno fa di me una persona migliore. Per questo ho voluto che accompagnasse anche Katherine, per non farla sentire mai sola, nemmeno nei momenti più bui.

K nel mare del tempo è un romanzo dal ritmo serrato che non lascia spazio al caso. I continui colpi di scena e l’intreccio articolato, tengono viva l’attenzione del lettore. Ci sono molti rimandi storici, come nel primo romanzo. Quanto studio c’è dietro questa nuova storia?

L’approfondimento è una delle fasi fondamentali per la stesura di un romanzo. E anche una delle più stimolanti. Non studio solo la storia dei periodi trattati ma mi piace investigare su tutti i temi. Così se Patrick Wilde è un archeologo appassionato di nuove tecnologie, esamino gli ultimi rapporti dell’Air Force americana per l’impiego di onde radio che inviate nella ionosfera rimbalzano a terra e consentono di scoprire cavità o bunker sotterranei. Se Isaac Sion vuole capire i segreti nascosti in un dipinto antico mi documento sui metodi scientifici all’avanguardia per l’analisi delle opere d’arte. Nulla è lasciato al caso e per me è importante che il lettore lo percepisca.

Ho apprezzato molto il capitolo in cui conosciamo meglio Angelica, ho desiderato vederla nella vita di tutti i giorni, sentire le sue emozioni, magari attraverso gli occhi di Katherine. Hai introdotto due nuovi elementi: la possibilità di vedere il futuro attraverso Angelica e il libro delle erbe, oggetto tutto da scoprire. Quindi possiamo attendere con ansia il seguito, stai già lavorando a un nuovo romanzo?

Sì, Katherine e Angelica ci guideranno in nuove avventure e poco alla volta ci faranno capire le sfumature del loro legame. Nel terzo romanzo Katherine scoprirà la verità sconvolgente che ha portato Angelica al rogo e si batterà per dare un senso al suo sacrificio.

Wow, anche un’anticipazione! Grazie di questa intervista, è stato un piacere.

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