Franco Arminio a Pieve di Romena

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Franco Arminio è stato ospite del primo incontro “Semplicemente vivere”, che ha aperto il ciclo di convegni a Pieve di Romena (Arezzo). Sarà la ricerca della semplicità a fare da filo conduttore al percorso, per ricominciare a apprezzare il quotidiano, per rallentare, guardarsi negli occhi e ascoltare.

Franco Arminio

Arminio ha letto alcune poesie tratte da Cedi la strada agli alberi, piccoli frammenti che parlano d’amore, di terra, di quei paesaggi che il poeta indaga affamato di dettagli sempre nuovi per restituire la bellezza della realtà invisibile ai più.

La prima volta non fu quando ci spogliammo

ma qualche giorno prima,

mentre parlavi sotto un albero.

Sentivo zone lontane del mio corpo

che tornavano a casa.

Ma non è solo decantando la natura che Franco Arminio ci affascina, regala al pubblico alcune delle sue Cartoline dai morti 2007 – 2017. Una sorta di Antologia di Spoon River, come spiega lui stesso, solo che qui i morti raccontano la propria morte, a volte con l’ironia tipica della cultura partenopea, altre con disarmante profondità. “Il problema è che sta morendo anche la morte – commenta – se a un bambino muore il nonno, va a scuola, se viene un dito di neve sta a casa.”

Nel festival dedicato alla paesologia da lui ideato, “La luna e i calanchi”, che si tiene ogni anno a Aliano, c’è una stanza dedicata al lutto. Secondo Arminio, ogni città dovrebbe avere uno spazio consacrato al dolore della perdita, un luogo in cui poter condividere l’esperienza della morte insieme agli altri.

Il poeta conclude l’incontro facendo cantare tutti, da Azzurro, Che sarà, a Bella ciao

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