Giordano di Andrea Caterini

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Quella sera tutti e tre sedevamo a tavola silenziosi, puntando lo sguardo sul telegiornale per non sentire il peso della frustrazione, per sfuggire, come mille altre volte, al peso degli occhi, a una tensione d’amore che non eravamo capaci di gestire, di ammettere a noi stessi.

Fazi Editore

Non è semplice riavvolgere il filo della storia di Giordano, recente pubblicazione del critico Andrea Caterini. In prima battuta è da notare la poco utilizzata narrazione in seconda persona, con la quale il protagonista punta il dito dritto verso il padre.

Si tratta di un lungo pensiero, analitico, calmo, ma allo stesso tempo è un pensiero dal ritmo inarrestabile, che travolge chi legge rinchiudendolo dentro quel garage, piccolo mondo immobile. Il lettore, infatti, si sente messo con le spalle al muro insieme a Giordano, il quale non può che restare a guardare mentre la vita gli si sgretola sotto gli occhi. La moglie Marilù, l’amico Sandro, il figlio Diego, chi sta veramente tradendo chi?

Giordano è un uomo alienato che tenta di rimettersi in gioco facendo letteralmente un salto nel vuoto. Il tentativo di mettersi in proprio, lo condurrà a passare le notti a battere il ferro dentro quel garage denso di odori e parole non dette, ma sta veramente fallendo? Non era forse necessario il distacco estremo per arrivare a comprendere la verità?

Diego passa le sue giornate dentro i libri, parla di filosofi che il padre non conosce, dice parole che lo portano a non comunicare. Si avvicina invece all’amico Sandro, il cui carisma ammalia anche Marilù. E infine anche la vita stessa tradisce Giordano confinandolo a letto, malato.

Il romanzo di Caterini mostra la ricerca incessante del padre, nei suoi sbagli, nei silenzi, nei rimproveri mancati, nello spazio circoscritto e relegato fuori di casa, dove il tempo scorre diversamente e tutto sembra essere fermo.

Attraverso l’osservazione delle dinamiche familiari, anche Diego dovrà trovare una propria collocazione ed è nelle continue domande che rivolge al padre, che sembra cercare anche se stesso.

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