L’uomo e l’animale a confronto. Il peso della farfalla, Erri De Luca

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La più aspettata vittoria era gemella uguale di una sconfitta mai conosciuta prima

Feltrinelli editore

Questa è una storia che parla di un re. Il protagonista è un camoscio rimasto orfano di madre. Dopo essere stato capobranco per molti anni, decide di abbandonare il gruppo per non sottomettersi a uno dei suoi stessi figli. Dall’altra parte abbiamo un cacciatore che gode di un’ottima reputazione e che da tre anni cerca di ucciderlo.

È importante porre l’attenzione sul dualismo uomo-animale che nel testo viene più volte evidenziato a partire dalle scelte lessicali, ma anche dal soprannome stesso che viene dato ai due, entrambi il re dei camosci. Da una parte l’autore fonde insieme l’uomo e l’animale, dall’altra stabilisce tra di loro una relazione gerarchica.

Sia il camoscio che l’uomo sono più evoluti rispetto agli altri individui della stessa specie, emerge un bel ritratto dell’animale dove la sfida che mette in atto nei confronti del cacciatore è psicologica più che strategica.

E poi c’è il peso della farfalla, animale altamente simbolico in virtù della sua metamorfosi come anima che uscita dal corpo raggiunge un grado superiore di perfezione. Questo animale, spesso simbolo di morte, nel libro di De Luca ha una connotazione positiva e negativa allo stesso tempo.

Leggi la recensionede Il peso della farfalla

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