Paolo di Paolo parla di letteratura alla Rai

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Avete presente quando il parquet si gonfia in seguito all’infiltrazione dell’acqua? Si vede la conseguenza di qualcosa che è partito molto tempo prima. Vi chiederete cosa c’entra? Questa è l’immagine con cui lo scrittore Paolo Di Paolo spiega come si figura la relazione tra la dimensione della vita privata e quella pubblica.

Ieri l’autore è stato ospite al laboratorio di scrittura Il libro che non c’è di Rai Eri a Roma. I docenti Paola Gaglianone e Alessandro Salas, hanno coordinato l’incontro soffermandosi ad esempio sulla difficoltà dello scegliere una voce narrante. Prendendo come riferimento l’ultimo uscito, Mandami tanta vita, si nota come lo scrittore utilizzi sapientemente una finta prima persona, ossia una terza che sta con il fiato sul collo dei personaggi, entra e esce dalla testa del protagonista creando dei falsi monologhi.

Rimanendo sulle caratteristiche della scrittura, è interessante il non utilizzo delle virgolette per evocare la liquidità del dialogo presente nel romanzo di Virginia Wolf Al faro, uscito negli anni in cui è ambientato Mandami tanta vita.

paolo di paolo

Alessandro Salas, Paolo Di Paolo, Paola Gaglianone

Siamo nel periodo del fascismo perché “pescando nella distanza probabilmente vedi meglio il presente”, commenta Di Paolo. Infatti, ricorda come una domenica di luglio del ’92, mentre era sull’altalena a casa della nonna, una puntata di Domenica In viene interrotta per l’attentato a Falcone e Borsellino. L’anno successivo, suo nonno sempre stato attivo nella lotta sindacale, viene colpito da un ictus, questo fa sì che da lì in poi non registri lo sfaldamento del partito socialista. I due episodi danno all’autore la percezione netta del rapporto tra vita pubblica e privata a cui accennavo all’inizio.

Il romanzo Mandami tanta vita nasce da un’immagine evocata da un trafiletto apparso su La Stampa, dove a un circolo di cultura di Torino un ragazzo viene interrotto da una persona del pubblico mentre parla della rivoluzione russa: “Voi giovani dovreste studiare prima di parlare”. È qui che nasce il personaggio di Piero e poi quello di Moraldo, il ragazzo nell’ultima fila che lo aspetta alla fine dell’incontro per conoscerlo.

mandami tanta vita

Di Paolo si chiede: “Quanta passione ci vuole in un tempo ostile per realizzare qualcosa? Dentro ogni epoca c’è un margine di manovra. Mi piace definire il mio libro un romanzo nel presente di ambientazione storica“.

E a proposito di romanzi, una lettura che è stata molto presente durante la stesura di questo libro è Sostiene Pereira di Tabucchi.

Mi preme mettere in luce la documentazione ossessiva dell’autore, il quale per esempio, ha consultato il bollettino meteo giornaliero del febbraio del ’26, non solo, ogni scelta è ponderata per evocare un’atmosfera che sia reale.

Per quanto riguarda il finale, tornando all’aspetto tecnico per il pubblico del corso di scrittura, consiglia di “fermarsi un attimo prima di essere didascalici, come se dopo la fine del romanzo i personaggi continuassero la loro vita fuori dalla pagina”.

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