Quadrifogli

Ode del quadrifoglio

Le domande si accalcano sulle labbra,

ma non pronuncerò parola alcuna.

In questo giardino avido di sogni,

devo già dimenticare i baci che non ti ho dato

l’amore che non può amarti.

Eccola la mia mezza felicità,

un’anomalia della natura

un desiderio espresso male

arrestato sul tuo terreo viso.

In notti come questa chiudo gli occhi.

Allungo sotto terra le mie radici fragili

e come lunghe dita con le quali non posso accarezzarti,

provo a intrecciarle alle tue,

anche se lo immagino soltanto,

stanotte mi perdo nella tua devastante bellezza

e ti amo, finalmente,

libero.

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