Scrivere è un mestiere pericoloso, Alice Basso

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“Entri in polizia e il massimo che ti capita è di interrogare un cretino che ha rifilato un pugno a un tizio per un furgone. Lavori in editoria, e prima incappi in una truffatrice sequestrata e minacciata di morte, poi a distanza di nemmeno un mese in un fratricidio che forse fratricidio non è.”

Eccole le premesse dei due mondi di Vani Sarca, la protagonista dei romanzi di Alice Basso: “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome” e “Scrivere è un mestiere pericoloso”, entrambi editi da Garzanti.

L’editoria: sì perché Vani fa la ghostwriter e passa dal saggio scientifico alla santona che parla con gli angeli, per poi scrivere un romanzo che è una cartina letteraria dell’America per Riccardo Randi, nonché l’attraente ex fidanzato, quello che “Se potessi sottopormi a lobotomia e farmi succhiare dal cranio quella porzione di ippocampo preposta alla memoria dei bei momenti passati insieme, a battibeccare su scemenze intellettualoidi e ricevere il più intraprendente corteggiamento della mia vita, sarebbe più facile.”

La passione per il giallo: personificata dal commissario Berganza, ovvero il doppione di Philip Marlowe, come lo definisce lei stessa. Il commissario la assumerà come consulente della polizia, prendendola sotto la sua ala protettiva. Tra i due è subito feeling, lei entra nella testa degli imputati per scovare l’assassino, lui contraccambia insegnandole a cucinare.

scrivereInfatti, nell’ultimo romanzo, la protagonista è costretta dal suo capo Enrico, a scrivere un libro di cucina “ragionato”. Lei che va avanti per lo più a patatine e birra, deve intervistare un’anziana cuoca rimettendo insieme tutti i passaggi delle ricette di cui ignorava l’esistenza, e le memorie della facoltosa famiglia torinese, nonché capostipiti di un noto marchio di moda, i Giay Marin. La storia si fa subito più piccante non appena la vecchia cuoca dichiara di aver commesso un omicidio.

Non è tutto, il ricettario avrà una famosa coautrice, la food blogger e conduttrice tv Cinzia Croco, una donna che quando la guardi da vicino “è come venire investiti da uno stormo di fenicotteri”.

Vani per poter scrivere un libro ha bisogno di diventare esperta nella materia di cui tratta e grazie alla complicità di Berganza, riuscirà ad apprezzare maggiormente la cucina e a muoversi tra termini come scalogno o bagna cauda. Come? Attraverso i libri, evocando gli stufati della signora Ramotswe, la detective del Botswana di McCall Smith, la passione di Maigret per i piatti della moglie, ma anche Pepe Carvalho e molti altri.

Tutti i personaggi del romanzo sembrano essere una sorta di caricatura o di alter ego della protagonista stessa. La piccola Morgana è una Vani in potenza, l’ottantenne Irma è Vani da anziana, il commissario Berganza è la sua declinazione al maschile, Riccardo rappresenta la sua necessità di amare nonostante non le piaccia circondarsi di persone, la sorella Laura è esattamente il suo opposto, l’editore Enrico incarna la categoria di persone che Vani non sopporta. Tutto ruota intorno a lei, il cui cognome, probabilmente non a caso, è una sorta di abbreviazione di “sarcasmo”.

Se vogliamo fare una metafora, possiamo immaginare l’ultimo romanzo di Alice Basso come un goloso piatto, i cui ingredienti sono i differenti stili letterari, perfettamente mantecati, con speziati colpi di scena. Una lettura divertente e gustosissima.

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